Più volte su questo blog, e altrove, su svariati forum e pagine Facebook, ho denunciato la situazione di grave disagio che interessa da alcuni anni la nostra categoria professionale: in particolare a causa della crescente quota di disoccupati o sotto-occupati, dovuta all'effetto combinato degli errori di programmazione nell'accesso ai corsi di laurea da un lato, e del sostanziale blocco del turn-over e delle assunzioni nel SSN, negli ultimi anni, dall'altro.
Pur mancando una stima ufficiale o un monitoraggio statistico oggettivo che consentisse di quantificare e misurare l'andamento della disoccupazione e delle altre forme di precariato che coinvolgono i tecnici di radiologia laureati negli ultimi anni, alcuni dati e alcune dichiarazioni, anche del presidente della federazione Beux, mi hanno portato a stimare una cifra di 3-4000 disoccupati (compresi i colleghi che lavorano in condizioni contrattuali non adeguate). Questi dati trovano del resto conforto nella statistiche proposte da Almalaurea, secondo la quale solo un terzo dei laureati in tecniche di radiologia trova lavoro entro un anno dalla laurea (e non necessariamente si tratta di lavoro stabile e adeguatamente remunerato).
Ultimamente, mi sto rendendo conto che queste stime sono probabilmente sopravvalutate; ovvero che è sempre più urgente un monitoraggio statistico ufficiale - che dovrebbe essere svolto periodicamente da collegi e federazione - che in particolare discrimini e distingua con precisione la quota di disoccupati "reali", ovvero attivamente impegnati nella ricerca di lavoro, da un'altra ampia e crescente "zona grigia", composta da tutti coloro che al momento si dichiarano "disoccupati" ma svolgono in realtà attività lavorative saltuarie, occasionali, o in condizioni contrattuali non idonee, o godendo di finanziamenti temporanei legati ad attività di tirocinio, o figurando come "liberi professionisti" con remunerazioni molto basse spesso poco qualificanti per l'intera categoria.
Sarebbe cioè importante - anche per comprendere meglio il cambiamento del mercato del lavoro nell'ambito sanitario e quindi poter meglio svolgere azioni sia di orientamento che di tutela dei diritti sia dei colleghi che cercano lavoro, che di coloro che sono già occupati, e di tutela della nostra professionalità in generale - identificare con precisione non solo quanti siano i disoccupati, ma (qualitativamente) chi siano, realmente, i TSRM formalmente in cerca di occupazione.
Scrivo queste riflessioni essendo appena reduce da una giornata in cui si sono svolte le prime prove di selezione di ben due concorsi pubblici, ahimè collocati contemporaneamente per una curiosa coincidenza (ammesso che sia stata tale): la prova scritta del concorso di Sanluri e la prova preselettiva del concorso di Aviano.
Al concorso di Sanluri erano stati ammessi oltre 600 TSRM, a quello di Aviano una cifra appena inferiore. In totale quindi erano coinvolti nelle prove di ieri, teoricamente, oltre 1000 tecnici di radiologia.
Ebbene: al concorso di Sanluri si sono presentati solo 221 candidati; alla prova di Aviano, svoltasi a Pordenone, solo 158 candidati. La partecipazione quindi è stata vicina al 30%, rispetto al numero di candidati ammessi alle prove.
Questo numero, che può sembrare molto basso, trova del resto corrispondenza nelle cifre relative alla partecipazione ai precedenti concorsi pubblici degli ultimi mesi e anni. Per fare alcuni esempi, al concorso di Chivasso-Ivrea (Asl TO4) si presentarono circa 350 candidati, sugli oltre 800 ammessi. Al concorso di Pescara, su quasi 1800 ammessi, i presenti furono circa 800. Al concorso di Verona, i presenti furono 319, pur essendo stati ammessi oltre 1000 candidati.
Anche per quanto riguarda gli avvisi pubblici, che spesso sono espletati mediante una unica prova selettiva (orale o scritta), la percentuali di partecipazione sono all'incirca le medesime (fra il 30 e il 50%, rispetto al numero di candidati ammessi): ad es., all'avviso di Fano i presenti erano circa 150, rispetto ai 300 ammessi, a quello di Garbagnate circa 70, sui 138 ammessi, a Taranto 247, su 458, ad Omegna meno di 60, su circa 270 ammessi.
Potrei continuare con gli esempi, ma le cifre sono queste, e un dato risulta evidente e indiscutibile, anche in considerazione del fatto che avvisi e concorsi sono ormai veramente rari - sicchè è opportuno, per chi cerca lavoro, spostarsi anche su tutto il territorio nazionale, come del resto fanno in molti, per partecipare al maggior numero di prove selettive possibili: ebbene, coloro che effettivamente partecipano "abitualmente" a concorsi e avvisi non sono più di 3-400.
Bisogna infatti tener conto che, a seconda delle zone, partecipano ai concorsi e agli avvisi anche un certo numero di TSRM già assunti presso altre strutture pubbliche o private, i quali cercano evidentemente una migliore collocazione, in genere per avvicinarsi alla propria zona di origine o per altri motivi personali. Occorre quindi decurtare le cifre precedenti, anche di questa quota.
A mio avviso quindi sono non più di poche centinaia coloro che, essendo disoccupati, svolgono attivamente e abitualmente azioni di ricerca di lavoro in ambito pubblico: all'incirca il 10-20% rispetto a coloro che teoricamente sono stati considerati come "disoccupati" nelle valutazioni svolte ufficiosamente negli ultimi anni (come dicevo, circa 3-4000).
Queste valutazioni tenevano ovviamente conto anche del fatto che, anche negli ultimi 2-3 anni, si sono laureati oltre 1000 TSRM per anno: risulta quindi piuttosto difficile comprendere quale sia stato il destino lavorativo di questi 1000 neolaureati per anno, considerando che essi in buona parte neppure si iscrivono ai concorsi (che sono in sostanza circa 5-6 all'anno), oppure, pur essendo iscritti, non partecipano.
Alcune motivazioni possono in parte spiegare questo scollamento fra il numero di laureati potenzialmente disoccupati, e il numero di partecipanti ai concorsi/avvisi: ad es. la difficoltà di sostenere le spese di viaggio (talune sedi di concorso, ad es. Sanluri, comportano notevoli costi di viaggio, per chi arriva da lontano), o la disaffezione ai concorsi dovuta alla scarsa oggettività e imparzialità delle prove selettive (purtroppo in molti casi le selezioni favoriscono palesemente candidati locali, interni etc.).
A mio avviso bisognerebbe però iniziare a studiare e considerare meglio il fenomeno della "disoccupazione atipica", che interessa sempre di più la nostra categoria: ovvero tutti coloro che sfuggono a una definizione rigorosa di "disoccupazione", ma che non godono di una piena e soddisfacente condizione di "occupazione" come TSRM.
Fra costoro rientrano innanzitutto coloro che, dopo aver terminato la laurea triennale, decidono piuttosto di investire in Master e Lauree Specialistiche di dubbia utilità e valenza formativa, pur di rinviare l'ingresso nel mercato lavorativo (per evitare di scontrarsi con le difficoltà dello stesso). Non esistono cifre ufficiali, ma si tratta sicuramente di centinaia di TSRM ogni anno.
C'è poi una ampia fascia di tecnici neolaureati, che ha sostanzialmente deciso di optare per l'emigrazione in paesi esteri, e quindi sta svolgendo pratiche burocratiche o è impegnata in tentativi, non sempre coronati da successo, di trovare opportunità lavorative in altri paesi (e quindi ha smesso di cercare lavoro in Italia).
Vi sono poi (sempre più) numerosi colleghi, fra i neolaureati più giovani, i quali - a seconda delle regioni - possono godere di agevolazioni economiche (a loro favore e/o a favore del datore di lavoro) mediante le quali ottenere tirocinii extracurriculari parzialmente remunerati o rimborsati: con formule come la Garanzia giovani, i Giovanisì o altre forme finanziate da stato e regioni, le quali in sostanza permettono a questi colleghi di svolgere lavoro da tecnico di radiologia (in strutture pubbliche o private), pur non percependo un adeguato stipendio. Forme di sotto-occupazione che finiscono per ridurre il nostro lavoro a una sorta di semi-volontariato, e che andrebbero combattute e contrastate anzichè avallate e promosse anche dalla nostra categoria.
A costoro si aggiungono i colleghi che svolgono altri tipi di lavoro precario: come borsisti, o con altri contratti atipici, interinali, a progetto e così via, spesso anche in strutture pubbliche.
Infine, bisogna considerare una fascia ormai ampia, composta da coloro che "lavorano" come liberi professionisti e tuttavia si riconoscono - perchè in effetti lo sono - pur sempre come disoccupati, non potendo percepire una remunerazione e condizioni contrattuali adeguate rispetto alla propria qualifica professionale e al proprio impegno. Si tratta di innumerevoli colleghi i quali "pur di lavorare" hanno accettato l'imposizione dell'apertura di una partita iva, spesso con regime dei minimi - il che significa pur sempre riconoscere il 30-40% della propria remunerazione allo stato, in termini di tasse e contributi, nonchè assumersi spese assicurative e altri costi e rischi in proprio - in cambio di remunerazioni orarie che si aggirano su cifre inferiori ai 20 euro lordi (spesso molto inferiori). Questi colleghi in genere lavorano per un solo committente (partite iva a monocommittenza, quindi già per questo anomale), dal quale sostanzialmente dipendono - essendo a tutti gli effetti in condizione di subordinazione, pertanto non essendo veri "liberi professionisti" - e hanno orari e carichi di lavoro molto variabili, che quindi non consentono, nella maggior parte dei casi, di raggiungere una reddito mensile e annuale nè prevedibile, nè tale da consentire una reale autonomia economica: in poche parole, questi giovani colleghi sono per lo più costretti a svolgere altri lavori (non attinenti) per mantenersi, o a dipendere dalle proprie famiglie, le quali possono "mantenerli" in attesa di una loro futura migliore collocazione lavorativa.
Ebbene, in breve: di quanto aumenterebbe il numero effettivo di partecipanti ai concorsi pubblici, se tutte queste forme di sottoccupazione, anzichè essere agevolate, promosse, avallate e considerate come "normali", fossero contrastate o addirittura eliminate?
Siamo forse di fronte a una trasformazione anche della "domanda di lavoro", e non solo dell'offerta di lavoro, nell'ambito anche delle professioni sanitarie, una trasformazione tale per cui coloro che si laureano come tecnici di radiologia neppure più aspirano al "posto fisso" nel SSN, ma - almeno quelli che possono permetterselo - preferiscono tentare altre strade per accedere al lavoro, anche accettando forme atipiche e/o sottopagate di occupazione, accettando così una forma di "competizione" per l'accesso al lavoro diversa da quella del tipico "concorso pubblico", una forma di competizione cioè basata su un'asta al "ribasso" (lavora chi accetta le condizioni peggiori, insomma)?
Oppure, semplicemente, in questo paese pieno di disoccupati i giovani si stanno abituando all'idea di sopravvivere rimanendo a carico degli anziani (genitori) il più a lungo possibile?
Blog di un tecnico radiologo. Informazioni e opinioni sulla professione radiologica, anche a beneficio di curiosi e pazienti.
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sabato 1 agosto 2015
Non ci sono più i disoccupati di una volta.
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giovedì 11 giugno 2015
Se tu fossi un imprenditore, sceglieresti così i tuoi dipendenti? (E ti spiego anche la CESM, in meno di 10 righe e in soli 740 km).
Questa è la breve cronaca di una giornata abbastanza ordinaria di un tecnico di radiologia disoccupato.
Una delle tante giornate in cui un tecnico di radiologia disoccupato, d'ora in avanti per brevità candidato, si proietta, freneticamente, in una città italiana, in genere mediamente o molto lontana dalla sua residenza, per sottoporsi alle liturgie previste per una selezione pubblica (avviso, concorso etc.), per poi altrettanto velocemente tornare a casa, stanco e quantomeno perplesso.
Il candidato, il quale nei giorni precedenti, nonostante l'avanzare ormai pervasivo della torrida estate, ha ripassato una notevole mole di argomenti, per non lasciare nulla d'intentato neppure stavolta, si è accordato - per rispamiare le insostenibili spese dovute a queste trasferte - con altri colleghi, per condividere il viaggio.
Poichè la prova è stata fissata prestissimo, come quasi sempre avviene - non certo per favorire i candidati forestieri - il candidato punta la sveglia alle 3.30, prima dell'alba, e tenta in ogni modo di prendere sonno a un orario che per afa e abitudini risulta essere assolutamente improbo.
Il candidato al trillo molesto si leva di scatto, nonostante tutto, e in meno di mezz'ora è già on the road, alle 4 del mattino, pronto a irrompere nell'oscurità della notte lanciando a 130 km/h il suo fido, argenteo destriero, che poi è in realtà un utilitaria vecchia di 15 anni e millemila chilometri, l'unica auto che il candidato perennemente in cerca di lavoro può permettersi, tuttora.
Bisogna raggiungere, entro pochi minuti, una cittadina lontana 70 km, dove far tappa per unirsi agli altri colleghi, salendo a bordo di una più affidabile e prestante autovettura, più idonea per coprire gli altri 300 km che separano il candidato dal traguardo di giornata.
Oggi il candidato coprirà dunque circa 740 km in auto, nell'arco di 10 ore, prova di concorso inclusa.
L'autostrada è sgombra, la colazione all'autogrill tristerrima, le toilette come sempre putrescenti già alle 7 del mattino, e caldissime (o alternativamente gelide), come sono sempre le toilette degli autogrill.
Con largo anticipo il candidato raggiunge la cittadina sede della selezione, ridente, si dice così, cittadina balneare, di cui il candidato avrà tempo di conoscere bene soltanto le buche che costellano l'asfalto di ogni strada, fra lo svincolo dell'A14 e il luogo della prova.
Il candidato si predispone insieme agli altri nelle due file previste per la registrazione dei partecipanti: oggi c'è una novità, viene richiesta la fotocopia del documento (oltre al documento stesso), chissà per quale oscuro motivo, visto che la fotocopia del documento è stata già allegata dal candidato nella domanda di ammissione, ovvero nel plico di circa 15 pagine inviato via Pec a suo tempo. Il candidato tuttavia, nonostante la levataccia, non ha dimenticato questa ulteriore incombenza burocratica e si allinea nella coda con gli altri, sotto il sole già cocente.
Superato questo step, il candidato si posiziona all'interno del palazzetto dello sport - i presenti sono circa la metà degli ammessi, saranno 156 alla fine, e ormai solo stadi e palazzetti possono ospitare in modo adeguato masse così numerose. I candidati, e anche il nostro candidato, vengono infatti esortati a lasciare liberi almeno 2 posti ai lati del proprio, da ciascuna parte, per assicurare la regolarità: a nessuno tuttavia viene in mente che sarà facile sbirciare la prova del candidato posizionato davanti, trattandosi di una gradinata che dunque offre molte opportunità - a chi volesse sfruttarle - in tal senso.
Finalmente avviene l'estrazione della prova: come ormai il candidato sa bene, infatti, la prova viene estratta fra almeno 3 buste, per assicurare un minimo di casualità nella formulazione delle domande.
Tuttavia la casualità in questo caso è molto limitata: la prova consisterà infatti in sole 2 domande aperte, da svolgere nell'arco di 30 minuti e di 10 righe di spazio per domanda; dunque complessivamente le domande predisposte sono soltanto 6, e formulate in modo molto secco, generico.
Si dà lettura dunque delle domande non estratte, le quali risultano piuttosto ardue e soprattutto troppo ampie, generiche, rispetto ai pochi minuti e al poco spazio concesso per rispondere.
Il candidato ad es. si interroga quasi sconvolto, chiedendosi come sia possibile illustrare le principali proiezioni radiologiche per l'esame della spalla in sole 10 piccole righe di spazio. Anche solo ad elencarle, il candidato conosce almeno 10 proiezioni diverse: una per riga, che senso ha compilare un elenco del genere, però?
Viene infine data lettura della prova sorteggiata. La prima domanda concerne il linfonodo sentinella: ovvero si tratta di descrivere in pochissime righe un esame piuttosto complesso, svolto nell'ambito della medicina nucleare, che permette al chirurgo, mediante l'utilizzo di una apposita sonda, di individuare in sede operatoria il primo linfonodo potenzialmente raggiunto da metastasi tumorali (e dal tracciante radioattivo iniettato in zona peritumorale), in modo da poterlo estrarre e sottoporre a analisi istologica senza intervenire anche su tutti i linfonodi successi (se non necessario).
Il candidato per fortuna ha studiato approfonditamente la medicina nucleare nel suo corso di laurea e ricorda ancora le numerose lezioni tenute dai suoi docenti anche con riguardo a questa metodica.
Al contrario, la seconda domanda provoca lo sgomento del candidato e anche - con suo sollievo - di quasi tutti gli altri candidati presenti.
Il presidente di commissione si limita infatti a pronunciare una sigla.
CESM.
Violando ogni regola (era stato richiesto perfino di togliere le batterie dai cellulari), i candidati iniziano freneticamente a consultarsi fra di loro, sfidando anche la vigilanza peraltro molto distratta e poco numerosa - il candidato infatti nota che nessuno di coloro che parlano viene richiamato, come se la prova non fosse di fatto già iniziata, come in effetti in realtà lo è.
Di fronte al mormorio generale, il presidente della commissione generosamente riformula la domanda in modo più esplicativo:
Contrast-Enhanced Spectral Mammography .
Una delle tante giornate in cui un tecnico di radiologia disoccupato, d'ora in avanti per brevità candidato, si proietta, freneticamente, in una città italiana, in genere mediamente o molto lontana dalla sua residenza, per sottoporsi alle liturgie previste per una selezione pubblica (avviso, concorso etc.), per poi altrettanto velocemente tornare a casa, stanco e quantomeno perplesso.
Il candidato, il quale nei giorni precedenti, nonostante l'avanzare ormai pervasivo della torrida estate, ha ripassato una notevole mole di argomenti, per non lasciare nulla d'intentato neppure stavolta, si è accordato - per rispamiare le insostenibili spese dovute a queste trasferte - con altri colleghi, per condividere il viaggio.
Poichè la prova è stata fissata prestissimo, come quasi sempre avviene - non certo per favorire i candidati forestieri - il candidato punta la sveglia alle 3.30, prima dell'alba, e tenta in ogni modo di prendere sonno a un orario che per afa e abitudini risulta essere assolutamente improbo.
Il candidato al trillo molesto si leva di scatto, nonostante tutto, e in meno di mezz'ora è già on the road, alle 4 del mattino, pronto a irrompere nell'oscurità della notte lanciando a 130 km/h il suo fido, argenteo destriero, che poi è in realtà un utilitaria vecchia di 15 anni e millemila chilometri, l'unica auto che il candidato perennemente in cerca di lavoro può permettersi, tuttora.
Bisogna raggiungere, entro pochi minuti, una cittadina lontana 70 km, dove far tappa per unirsi agli altri colleghi, salendo a bordo di una più affidabile e prestante autovettura, più idonea per coprire gli altri 300 km che separano il candidato dal traguardo di giornata.
Oggi il candidato coprirà dunque circa 740 km in auto, nell'arco di 10 ore, prova di concorso inclusa.
L'autostrada è sgombra, la colazione all'autogrill tristerrima, le toilette come sempre putrescenti già alle 7 del mattino, e caldissime (o alternativamente gelide), come sono sempre le toilette degli autogrill.
Con largo anticipo il candidato raggiunge la cittadina sede della selezione, ridente, si dice così, cittadina balneare, di cui il candidato avrà tempo di conoscere bene soltanto le buche che costellano l'asfalto di ogni strada, fra lo svincolo dell'A14 e il luogo della prova.
Il candidato si predispone insieme agli altri nelle due file previste per la registrazione dei partecipanti: oggi c'è una novità, viene richiesta la fotocopia del documento (oltre al documento stesso), chissà per quale oscuro motivo, visto che la fotocopia del documento è stata già allegata dal candidato nella domanda di ammissione, ovvero nel plico di circa 15 pagine inviato via Pec a suo tempo. Il candidato tuttavia, nonostante la levataccia, non ha dimenticato questa ulteriore incombenza burocratica e si allinea nella coda con gli altri, sotto il sole già cocente.
Superato questo step, il candidato si posiziona all'interno del palazzetto dello sport - i presenti sono circa la metà degli ammessi, saranno 156 alla fine, e ormai solo stadi e palazzetti possono ospitare in modo adeguato masse così numerose. I candidati, e anche il nostro candidato, vengono infatti esortati a lasciare liberi almeno 2 posti ai lati del proprio, da ciascuna parte, per assicurare la regolarità: a nessuno tuttavia viene in mente che sarà facile sbirciare la prova del candidato posizionato davanti, trattandosi di una gradinata che dunque offre molte opportunità - a chi volesse sfruttarle - in tal senso.
Finalmente avviene l'estrazione della prova: come ormai il candidato sa bene, infatti, la prova viene estratta fra almeno 3 buste, per assicurare un minimo di casualità nella formulazione delle domande.
Tuttavia la casualità in questo caso è molto limitata: la prova consisterà infatti in sole 2 domande aperte, da svolgere nell'arco di 30 minuti e di 10 righe di spazio per domanda; dunque complessivamente le domande predisposte sono soltanto 6, e formulate in modo molto secco, generico.
Si dà lettura dunque delle domande non estratte, le quali risultano piuttosto ardue e soprattutto troppo ampie, generiche, rispetto ai pochi minuti e al poco spazio concesso per rispondere.
Il candidato ad es. si interroga quasi sconvolto, chiedendosi come sia possibile illustrare le principali proiezioni radiologiche per l'esame della spalla in sole 10 piccole righe di spazio. Anche solo ad elencarle, il candidato conosce almeno 10 proiezioni diverse: una per riga, che senso ha compilare un elenco del genere, però?
Viene infine data lettura della prova sorteggiata. La prima domanda concerne il linfonodo sentinella: ovvero si tratta di descrivere in pochissime righe un esame piuttosto complesso, svolto nell'ambito della medicina nucleare, che permette al chirurgo, mediante l'utilizzo di una apposita sonda, di individuare in sede operatoria il primo linfonodo potenzialmente raggiunto da metastasi tumorali (e dal tracciante radioattivo iniettato in zona peritumorale), in modo da poterlo estrarre e sottoporre a analisi istologica senza intervenire anche su tutti i linfonodi successi (se non necessario).
Il candidato per fortuna ha studiato approfonditamente la medicina nucleare nel suo corso di laurea e ricorda ancora le numerose lezioni tenute dai suoi docenti anche con riguardo a questa metodica.
Al contrario, la seconda domanda provoca lo sgomento del candidato e anche - con suo sollievo - di quasi tutti gli altri candidati presenti.
Il presidente di commissione si limita infatti a pronunciare una sigla.
CESM.
Violando ogni regola (era stato richiesto perfino di togliere le batterie dai cellulari), i candidati iniziano freneticamente a consultarsi fra di loro, sfidando anche la vigilanza peraltro molto distratta e poco numerosa - il candidato infatti nota che nessuno di coloro che parlano viene richiamato, come se la prova non fosse di fatto già iniziata, come in effetti in realtà lo è.
Di fronte al mormorio generale, il presidente della commissione generosamente riformula la domanda in modo più esplicativo:
Contrast-Enhanced Spectral Mammography .
Come il candidato apprenderà poco più tardi, parlando con svariati colleghi all'uscita, nonchè durante il viaggio di ritorno e poi a casa, confrontandosi con altri candidati sui vari social network, si tratta di una tecnica di studio della mammella molto innovativa, ancora raramente utilizzata (anche perchè richiede software e hardware particolari e protocolli e formazione specifica), introdotta da non più di 2-3 anni solo in pochissimi centri in Italia e nel mondo.
Il candidato (che ha conseguito la laurea col massimo dei voti e ritiene di avere una buona preparazione tecnica, in generale), come tanti altri, si domanda come sia possibile che una domanda così specifica, su un argomento sia pur tecnico, ma estremamente innovativo e particolare, sia presente all'interno di una selezione basata, per giunta, su sole due domande secche.
L'obiettivo della commissione è individuare un candidato onnisciente, o forse un candidato specificamente preparato su determinate tecniche innovative ben precise?
L'obiettivo della commissione è individuare un candidato onnisciente, o forse un candidato specificamente preparato su determinate tecniche innovative ben precise?
Un altro candidato, preso dallo sgomento, interroga un commissario a prova già ampiamente iniziata: che tipo di risposta bisogna dare alle domande, chiede, cercando di cogliere qualche suggerimento che a quel punto per alcuni potrebbe essere tardivo.
Il commissario mormora qualche parola, dice che le domande riguardano soprattutto il ruolo del tecnico.
Il candidato, che è uno un po' pignolo, e che ha già scritto la risposta alla prima domanda, non si trattiene e interviene: non si possono dare suggerimenti sulle risposte a prova già iniziata. Il candidato si domanda cosa fare, stracciare il foglio e riscrivere la risposta daccapo? Gli permetteranno di farlo? Alla fine decide di lasciar perdere, e affronta la seconda domanda.
Come rispondere, tuttavia, a una domanda di cui non conosceva fino ad oggi praticamente nulla?
Il candidato spreme, con la forza di una razionalità allenata da anni e anni di prove di concorso, esami universitari e decenni di studio, goccia a goccia da quelle 4 parole in cui si articola la sigla CESM.
Qualcosa, per fortuna genericamente in modo corretto, riesce a scrivere: si tratta di una tecnica diagnostica, applicata allo studio della mammella, che, utilizzando un normale apparecchio mammografico e le comuni proiezioni della mammografia, ma aggiungendo l'utilizzo del mezzo di contrasto iodato, permette di individuare più precisamente le modificazioni, a livello vascolare, eventualmente indotte dalla presenza di una lesione patologica all'interno del seno. Per fare ciò, si utilizza un doppio set di immagini, realizzate mediante l'utilizzo di due livelli di energia diversi (più precisamente, un set a basso kv e uno ad alto kv) e operando una sottrazione di energia fra le due immagini: ciò che rimane, sostanzialmente soppressa l'immagine di base del tessuto mammario, è la visualizzazione delle aree dove è avvenuto l'enhancement dello iodio.
Il candidato tutto questo non lo sa ancora, lo scoprirà solo più tardi, compulsando freneticamente internet alla ricerca dei pochi articoli, quasi tutti in inglese, che illustrano dettagliatamente questa tecnica innovativa. Tuttavia molte di queste cose riesce, in qualche modo, a immaginarle: lavorando di ragione e di fantasia, non avendo altro a disposizione.
Taluni candidati, forse, nella confusione generale, riescono ad attingere anche ad altre risorse, oltre alla ragione e alla fantasia. Il candidato, per evitare di assistere ulteriormente a queste scene, preferisce allontanarsi anzitempo: a soli 15 minuti dall'inizio della prova, consegna, ci vuole veramente poco alla fine a scrivere 20 righe in tutto.
Dopo aver atteso i colleghi con i quali condividerà il viaggio di ritorno, finalmente il candidato si allontana dalla sede della prova. Stanchissimo - il ritorno è quasi sempre il momento in cui tutta la delusione, la frustrazione, la pesantezza della condizione del disoccupato viene a galla - fa ritorno a casa 10 ore dopo essere partito, ed esausto si getta sul letto, finalmente dorme.
Bisognerà pure che qualcuno si chieda - questo pensa il candidato, e lo pensa tante volte, quasi come arrovellandosi la testa intorno a questo pensiero - se una qualunque azienda privata sceglierebbe i suoi lavoratori - in ambiti particolarmente specialistici - in questi modi. Mettendo 156 persone dentro un palazzetto dello sport a rispondere a due domande aperte, una delle quali ultraspecialistica, in poche righe, in pochi minuti; e assegnando con ampia discrezionalità punti da 0 a 10 a ciascuna risposta, secondo criteri sui quali in sostanza nulla è dato sapere prima.
Vincerà il migliore, o il migliore sarà colui che ha vinto, pensa alla fine il candidato.
E torna a dormire. Buona notte, buona notte infinita.
domenica 7 giugno 2015
Più di 130 posti di lavoro, per caso ve li siete persi?
Da quando mi sono laureato in tecniche di radiologia medica, il 15 novembre 2013, mi sono occupato con tutta l'attenzione e la perseveranza possibile di cercare bandi e annunci di lavoro, in modo da non perdere nessuna occasione, essendomi reso conto subito di quante poche fossero, le occasioni da non perdere.
A proposito, prima di entrare nel vivo del discorso, avete mai fatto un salto sul "trovalavoro" del servizio sanitario inglese? Ve lo consiglio. Se non altro per confrontarlo col nostro analogo....come dite? Effettivamente non c'è, un sito analogo, da noi. Gli annunci e i bandi, appunto, bisogna cercarseli da soli, come ho spiegato in un altro post.
La ricerca di questi bandi si è rivelata subito molto difficoltosa, appunto; e in qualche caso, qualche bando è sfuggito anche a me, soprattutto all'inizio, quando ancora non ero molto esperto nella metodologia da applicare a questa ricerca.
Tuttavia sono riuscito a recuperare informazioni su pressocchè tutti i bandi usciti in questi 569 giorni (ovvero, più di un anno e mezzo). Questo catalogo che ho cercato di compilare permette di valutare in modo più organico la effettiva consistenza dei nuovi posti di lavoro offerti ai tecnici di radiologia negli ultimi 18 mesi dal servizio sanitario nazionale.
Sinteticamente si tratta di circa 130 "posti di lavoro" (mi riferisco a quelli ufficialmente messi a bando; naturalmente dalle graduatorie ricavate da avvisi e concorsi sono poi stati chiamati ulteriori candidati idonei, probabilmente arrivando a una cifra pari approssimativamente al doppio, quanto a nuove assunzioni, questo senza tener presente le numerose graduatorie già in essere e i concorsi e avvisi già aperti prima del novembre 2013).
Di questi:
- 37 posti riguardano concorsi a tempo indeterminato
- 35 posti riguardano avvisi a tempo determinato
- 30 posti riguardano incarichi l.p. a partita iva
- 13 posti riguardano borse di studio
- I rimanenti afferiscono ad altre tipologie contrattuali.
Come risulta evidente, dei 130 posti messi a bando in questi 18 mesi, solo 37 riguardano nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato: ovvero, meno di 3 posti su 10, meno del 30%. Tutti gli altri sono posti di lavoro "precari", ai quali vanno aggiunti, verosimilmente, alcuni incarichi con "contratti di somministrazione" gestiti da alcune aziende sanitarie tramite agenzie per il lavoro: in questo caso ovviamente non è stato pubblicato alcun bando, trattandosi di una selezione anomala gestita tramite soggetti privati (per una tipologia di lavoro tipicamente precario e di breve durata).
C'è poi un'altra analisi che va fatta, su questi dati.
Ovvero: quante di queste procedure, nel corso di questi 18 mesi, si sono effettivamente concluse con la pubblicazione della graduatoria e l'assunzione dei vincitori?
Ovvero: quante di queste procedure, nel corso di questi 18 mesi, si sono effettivamente concluse con la pubblicazione della graduatoria e l'assunzione dei vincitori?
Forse paradossalmente (o forse no) sono soprattutto le procedure relative a posti più precari (p.iva a bassa remunerazione, borse di studio, co.co.co e incarichi a tempo determinato per pochi mesi) a concludersi più velocemente.
Gli avvisi per graduatorie a tempo determinato impiegano spesso fino a un anno di tempo, prima di essere espletati (come avvenuto, ad es., con l'avviso per 5 posti a Latina, o l'avviso appena espletato e ancora in attesa di graduatoria, dopo un anno dalla pubblicazione, presso l'Asl Umbria 2).
Gli avvisi per graduatorie a tempo determinato impiegano spesso fino a un anno di tempo, prima di essere espletati (come avvenuto, ad es., con l'avviso per 5 posti a Latina, o l'avviso appena espletato e ancora in attesa di graduatoria, dopo un anno dalla pubblicazione, presso l'Asl Umbria 2).
Quanto ai concorsi a tempo indeterminato, i tempi per il loro espletamento sembrano potersi dilatare ulteriormente, tanto da far pensare a una sorta di "annuncite", quella malattia tipicamente italiana che comporta, in sostanza, una supplenza a lungo termine operata dalle promesse, nei confronti dei fatti.
Attualmente, è atteso l'espletamento dei concorsi di: Aviano (da autunno scorso); Bari IRCSS (dall'inverno); Biella (tuttora aperto); Crema (scaduto ad aprile); Matera (scaduto da poco) ; Milano ICP e Milano Sacco (scaduti da parecchio entrambi); Sanluri (scaduto a febbraio); Taranto.
Si tratta di decine di posti di lavoro, i pochi peraltro a tempo indeterminato - e di concorsi per i quali sono state pagate in molti casi anche delle tasse di concorso che, sommate fra loro, rappresentano un ulteriore e vergognoso esborso a carico di chi sta cercando una occupazione.
Come mai l'espletamento dei POCHI bandi a tempo indeterminato è così lento? Di tanto in tanto arrivano addirittura indiscrezioni relativi al possibile annullamento di alcuni di questi bandi.
A questi bandi dovrebbe aggiungersi, fra l'altro, a breve un ulteriore concorso a tempo indeterminato, presso l'Asl di Bari.
Vi sembrano tanti, 130 nuovi posti di lavoro in 18 mesi, di cui il 70% posti del tutto precari?
Considerate allora che nello stesso arco di tempo si sono laureati circa 1700-1800 nuovi tecnici di radiologia.
Sembra esserci, come dire, una leggera sproporzione fra domanda e offerta di lavoro, per i tecnici di radiologia, ultimamente.....
Si tratta di decine di posti di lavoro, i pochi peraltro a tempo indeterminato - e di concorsi per i quali sono state pagate in molti casi anche delle tasse di concorso che, sommate fra loro, rappresentano un ulteriore e vergognoso esborso a carico di chi sta cercando una occupazione.
Come mai l'espletamento dei POCHI bandi a tempo indeterminato è così lento? Di tanto in tanto arrivano addirittura indiscrezioni relativi al possibile annullamento di alcuni di questi bandi.
A questi bandi dovrebbe aggiungersi, fra l'altro, a breve un ulteriore concorso a tempo indeterminato, presso l'Asl di Bari.
Vi sembrano tanti, 130 nuovi posti di lavoro in 18 mesi, di cui il 70% posti del tutto precari?
Considerate allora che nello stesso arco di tempo si sono laureati circa 1700-1800 nuovi tecnici di radiologia.
Sembra esserci, come dire, una leggera sproporzione fra domanda e offerta di lavoro, per i tecnici di radiologia, ultimamente.....
giovedì 28 maggio 2015
Guida pratica per cercare lavoro per tecnici di radiologia ancora a spasso.
Chi mi segue, qui o su altri forum, blog o su facebook, è certamente al corrente di quanto io sia impegnato attivamente, da molto tempo, nella ricerca di una occupazione - in particolare nella ricerca di un lavoro come tecnico di radiologia, in seguito alla laurea conseguita ormai oltre 18 mesi fa.
Questo post intende pertanto riassumere in modo estremamente sintetico e pragmatico le informazioni che ho raccolto nel corso di questa esperienza da TSRM disoccupato, informazioni che vorrebbero rappresentare una sorta di guida pratica elementare per tutti coloro che si trovano o si troveranno, ahimè, nella mia stessa condizione.Ovviamente non si tratta di istruzioni esaustive, e anzi, chiunque può, volendo, arricchire questa guida inserendo nei commenti ulteriori indicazioni o suggerimenti pratici.
E' tuttavia necessario ribadire, a scanso di equivoci, che il 90% dei posti di lavoro in ambito privato si trovano solo con modalità del tutto personali: passaparola, segnalazioni, raccomandazioni, conoscenze....difficilmente un centro diagnostico o una clinica privata inserisce un annuncio su internet o da qualche altra parte, quando cerca un tecnico di radiologia. Pertanto questa guida è utile soprattutto per cercare lavoro in ambito pubblico (nel SSN e nei vari enti con esso convenzionati).
1)Gazzetta ufficiale: http://www.gazzettaufficiale.it/30giorni/concorsi , due volte a settimana (martedì e venerdì): utile solo per trovare i concorsi a tempo indeterminato e i calendari delle relative prove.
2)I Bollettini ufficiali regionali (BUR). Ogni regione ha il suo BUR (quindi bisogna consultarne 20, questo è l'elenco), e tutti, salvo quello della Sicilia, dispongono di una funzione di ricerca molto semplice. Sul Bur si trovano più facilmente i bandi per tempo determinato, e talora anche altri bandi, per esempio per collaborazioni, incarichi etc.; tuttavia la pubblicazione nel BUR di questi bandi NON è obbligatoria da parte degli enti coinvolti.
3)I motori di ricerca specializzati: i motori di ricerca specializzati nelle offerte di lavoro sono tantissimi, io utilizzo soprattutto Kitlavoro, Lavoratorio, Jobrapido (che consente anche di programmare degli alert che si ricevono via mail quotidianamente) e Kijiji, ma esistono tanti altri, ad esempio Monster e Infojobs (questi ultimi però raramente hanno offerte che ci riguardano).
4)SAN GOOGLE: da usare quotidianamente. Google archivia con grande frequenza TUTTE le pagine web, e dunque anche le pagine web dove sono pubblicati annunci e bandi. Il problema è "stanarle". Bisogna saper interrogare Google: impostando opportune chiavi di ricerca (io utilizzo ad esempio 'borsa di studio tecnico di radiologia', 'avviso cps tecnico radiologia', 'avviso pubblico tecnico radiologia', 'incarico partita iva tecnico radiologia' e così via), e limitando la ricerca a un intervallo temporale ristretto (per esempio ultima settimana, ultime 24 ore se si fanno ricerche frequenti).
5)I gruppi Facebook: esistono numerosi gruppi e pagine su Facebook dedicate alla nostra professione, tuttavia la maggior parte dei gruppi è gestita da persone che per vario motivo ritengono non opportuno dare spazio alle offerte di lavoro. Pertanto difficilmente su Facebook si troveranno bandi e annunci, salvo i casi di concorsi a tempo indeterminato.
6)Altri siti e blog web legati alla professione: molto utili anche per restare informati su tematiche relative alla professione e sulla situazione del mercato del lavoro sono siti come Fermo non respiri (in particolare il forum) e il blog Allieva Tsrm. Creare un profilo su Linkedin e aggiornare la propria rete di contatti professionali costantemente può rivelarsi utile, soprattutto nella ricerca di lavoro presso enti privati. E' sicuramente, inoltre, consigliabile seguire costantemente gli aggiornamenti dei siti dei collegi professionali, in particolare di quelli, come il collegio di Foggia, che pubblicano in maniera costante notizie, anche relative ad avvisi e concorsi (purtroppo la maggior parte dei collegi non fornisce questo tipo di servizio).
7)I siti delle aziende sanitarie e i relativi albi pretori: l'elenco è disponibile qui, per esempio: http://www.tecdilaboratorio.altervista.org/asl-italiane.html . Questo invece è l'elenco degli Irccs: http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=794&area=ricerca+sanitaria&menu=ssn. Purtroppo talora vengono pubblicati bandi particolarmente nascosti, che si possono trovare solo così, cercando ad es. nell'albo pretorio della singola Asl, azienda ospedaliera etc.
Ovviamente, trattandosi di centinaia di enti diversi, e di relativi siti, è molto difficile consultarli in maniera adeguatamente frequente: d'altra parte, bandi relativi a incarichi o borse di studio vengono spesso pubblicati solo per una settimana, 10 giorni al massimo, e spesso sono di difficile reperibilità anche per chi adopera Google.
E' pertanto consigliabile, per facilitare il monitoraggio dei siti di proprio interesse, utilizzare una estensione del browser, come Page Monitor (disponibile per Chrome), che consente di programmare il monitoraggio automatico di qualunque pagina web - in modo da ricevere delle notifiche in caso di cambiamenti della pagina, come avviene nel caso della pubblicazione di nuovi bandi.
Esistono infine delle directory utili da consultare per chi cerca cliniche private o centri diagnostici. Sono tuttavia poco aggiornate, molto incomplete, e probabilmente per chi è interessato a questo tipo di ricerca la cosa migliore è partire dal sito della propria Regione, dove quasi sempre è possibile trovare l'elenco delle strutture private accreditate con i relativi indirizzi (a volte anche siti web).
Mi auguro che questo post sia utile, ma ovviamente la cosa più utile sarebbe collaborare per rendere questa ricerca di lavoro ancora più semplice e più efficace!
Questo post intende pertanto riassumere in modo estremamente sintetico e pragmatico le informazioni che ho raccolto nel corso di questa esperienza da TSRM disoccupato, informazioni che vorrebbero rappresentare una sorta di guida pratica elementare per tutti coloro che si trovano o si troveranno, ahimè, nella mia stessa condizione.Ovviamente non si tratta di istruzioni esaustive, e anzi, chiunque può, volendo, arricchire questa guida inserendo nei commenti ulteriori indicazioni o suggerimenti pratici.
E' tuttavia necessario ribadire, a scanso di equivoci, che il 90% dei posti di lavoro in ambito privato si trovano solo con modalità del tutto personali: passaparola, segnalazioni, raccomandazioni, conoscenze....difficilmente un centro diagnostico o una clinica privata inserisce un annuncio su internet o da qualche altra parte, quando cerca un tecnico di radiologia. Pertanto questa guida è utile soprattutto per cercare lavoro in ambito pubblico (nel SSN e nei vari enti con esso convenzionati).
1)Gazzetta ufficiale: http://www.gazzettaufficiale.it/30giorni/concorsi , due volte a settimana (martedì e venerdì): utile solo per trovare i concorsi a tempo indeterminato e i calendari delle relative prove.
2)I Bollettini ufficiali regionali (BUR). Ogni regione ha il suo BUR (quindi bisogna consultarne 20, questo è l'elenco), e tutti, salvo quello della Sicilia, dispongono di una funzione di ricerca molto semplice. Sul Bur si trovano più facilmente i bandi per tempo determinato, e talora anche altri bandi, per esempio per collaborazioni, incarichi etc.; tuttavia la pubblicazione nel BUR di questi bandi NON è obbligatoria da parte degli enti coinvolti.
3)I motori di ricerca specializzati: i motori di ricerca specializzati nelle offerte di lavoro sono tantissimi, io utilizzo soprattutto Kitlavoro, Lavoratorio, Jobrapido (che consente anche di programmare degli alert che si ricevono via mail quotidianamente) e Kijiji, ma esistono tanti altri, ad esempio Monster e Infojobs (questi ultimi però raramente hanno offerte che ci riguardano).
4)SAN GOOGLE: da usare quotidianamente. Google archivia con grande frequenza TUTTE le pagine web, e dunque anche le pagine web dove sono pubblicati annunci e bandi. Il problema è "stanarle". Bisogna saper interrogare Google: impostando opportune chiavi di ricerca (io utilizzo ad esempio 'borsa di studio tecnico di radiologia', 'avviso cps tecnico radiologia', 'avviso pubblico tecnico radiologia', 'incarico partita iva tecnico radiologia' e così via), e limitando la ricerca a un intervallo temporale ristretto (per esempio ultima settimana, ultime 24 ore se si fanno ricerche frequenti).
5)I gruppi Facebook: esistono numerosi gruppi e pagine su Facebook dedicate alla nostra professione, tuttavia la maggior parte dei gruppi è gestita da persone che per vario motivo ritengono non opportuno dare spazio alle offerte di lavoro. Pertanto difficilmente su Facebook si troveranno bandi e annunci, salvo i casi di concorsi a tempo indeterminato.
6)Altri siti e blog web legati alla professione: molto utili anche per restare informati su tematiche relative alla professione e sulla situazione del mercato del lavoro sono siti come Fermo non respiri (in particolare il forum) e il blog Allieva Tsrm. Creare un profilo su Linkedin e aggiornare la propria rete di contatti professionali costantemente può rivelarsi utile, soprattutto nella ricerca di lavoro presso enti privati. E' sicuramente, inoltre, consigliabile seguire costantemente gli aggiornamenti dei siti dei collegi professionali, in particolare di quelli, come il collegio di Foggia, che pubblicano in maniera costante notizie, anche relative ad avvisi e concorsi (purtroppo la maggior parte dei collegi non fornisce questo tipo di servizio).
7)I siti delle aziende sanitarie e i relativi albi pretori: l'elenco è disponibile qui, per esempio: http://www.tecdilaboratorio.altervista.org/asl-italiane.html . Questo invece è l'elenco degli Irccs: http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=794&area=ricerca+sanitaria&menu=ssn. Purtroppo talora vengono pubblicati bandi particolarmente nascosti, che si possono trovare solo così, cercando ad es. nell'albo pretorio della singola Asl, azienda ospedaliera etc.
Ovviamente, trattandosi di centinaia di enti diversi, e di relativi siti, è molto difficile consultarli in maniera adeguatamente frequente: d'altra parte, bandi relativi a incarichi o borse di studio vengono spesso pubblicati solo per una settimana, 10 giorni al massimo, e spesso sono di difficile reperibilità anche per chi adopera Google.
E' pertanto consigliabile, per facilitare il monitoraggio dei siti di proprio interesse, utilizzare una estensione del browser, come Page Monitor (disponibile per Chrome), che consente di programmare il monitoraggio automatico di qualunque pagina web - in modo da ricevere delle notifiche in caso di cambiamenti della pagina, come avviene nel caso della pubblicazione di nuovi bandi.
Esistono infine delle directory utili da consultare per chi cerca cliniche private o centri diagnostici. Sono tuttavia poco aggiornate, molto incomplete, e probabilmente per chi è interessato a questo tipo di ricerca la cosa migliore è partire dal sito della propria Regione, dove quasi sempre è possibile trovare l'elenco delle strutture private accreditate con i relativi indirizzi (a volte anche siti web).
Mi auguro che questo post sia utile, ma ovviamente la cosa più utile sarebbe collaborare per rendere questa ricerca di lavoro ancora più semplice e più efficace!
mercoledì 15 gennaio 2014
Dieci piccoli negretti se ne andarono a mangiar, uno fece indigestione, solo nove ne restar...
Qualcuno avrà riconosciuto la citazione da "Dieci piccoli indiani"....terminato il corso di studi triennale in tecniche di radiologia, è così che più o meno si sentono, attualmente, i neolaureati che si approcciano ai primi concorsi e in generale alla ricerca di un lavoro.
Le cose sono infatti cambiate molto, negli ultimissimi anni, a causa di un insieme di fattori. Fino a pochi anni fa, all'incirca quattro o cinque, si poteva con ragione consigliare questo corso di studi a chiunque desiderasse conseguire una buona e stabile occupazione in tempi molto rapidi, generalmente in pochi mesi dopo la laurea e con relativa facilità. Le statistiche parlavano di un tasso di occupazione a un anno dalla laurea superiore al 90%, per i tecnici di radiologia, paragonabile più o meno a quello degli infermieri, e in ogni caso uno dei tassi di occupazione più elevati fra tutte le categorie di laureati.
Fra parentesi, è stato appunto in quel momento che, provenendo da una laurea in filosofia e da anni di lavori precari e poco soddisfacenti, ho deciso di investire le mie residue energie (e i residui risparmi) in questo corso di laurea, senza rendermi conto di come il barometro stesse per volgere al brutto, e assai più rapidamente di quanto chiunque potesse aver previsto.
In breve, si sono sommati negli ultimi anni una serie di fattori negativi: i deficit di molte aziende sanitarie pubbliche, che hanno comportato politiche di tagli sia al personale che agli investimenti in nuovi reparti e apparecchiature; i vari blocchi del turnover, o limitazioni dello stesso, che hanno ridotto ai minimi termini le possibilità di assunzione da parte della pubblica amministrazione; le riforme delle pensioni, che hanno portato a un differimento del pensionamento da parte di molti tecnici anziani; la crescente precarizzazione del mercato del lavoro, e l'estensione di questo fenomeno perfino all'interno della pubblica amministrazione e delle aziende sanitarie, che sempre più spesso ha fatto ricorso ad assunzioni a termine o addirittura a inserire all'interno degli ospedali personale di fatto "dipendente" che però lavora con la partita iva, quindi in regime di formale e non sostanziale autonomia e senza godere di alcune coperture previste invece per il personale realmente dipendente; la crisi economica, in generale, che ha comportato ulteriori tagli alla sanità ma, soprattutto, ha rallentato e quasi fermato l'espansione della sanità privata, che ha finito per assorbire meno tecnici di quanto probabilmente previsto in precedenza.
Tutti questi fenomeni e fattori, in parte potevano essere previsti, in parte meno; il fattore che tuttavia si è rivelato decisivo, nel rendere sempre più difficile la situazione occupazionale dei neolaureati in tecniche di radiologia, è stata la programmazione completamente sbagliata dei posti messi a concorso per l'ammissione al corso di laurea. Una rapida verifica sul sito del Ministero dell'Istruzione, nella sezione relativa alle statistiche dei laureati, permette di conoscere l'andamento del numero dei laureati in questo corso di laurea: essi, da una cifra di 1129 laureati nell'anno solare 2006, sono progressivamente aumentati, fino al 2011, arrivando al numero di 1414, per un totale di circa 10.000 laureati nel corso degli ultimi 8 anni, e di quasi 4000 negli ultimi 3.
In pratica, nel giro di un decennio circa, il numero degli iscritti all'albo professionale dei tecnici di radiologia è aumentato quasi del 50%, avvicinandosi alla cifra di 30.000 iscritti(essendo le cessazioni diminuite molto, mentre le nuove iscrizioni aumentavano drasticamente). Tutto ciò proprio mentre la crescita della spesa sanitaria, sia pubblica che privata, si arrestava e il mercato del lavoro si saturava completamente!
Proprio ieri venivo a conoscenza, tramite Facebook, dell'ennesimo presunto (non è chiaro se si tratti di una iniziativa ufficiale o solo dell'ennesimo annuncio) censimento dei tecnici di radiologia disoccupati. Sembra infatti che una parte della categoria fatichi ancora a prendere coscienza della gravità della situazione; non esistono, del resto, cifre ufficiali o almeno stime adeguate della consistenza del numero dei TSRM disoccupati o costretti a lavorare con contratti precari, saltuari o con sconvenienti partite iva aperte solo per raggranellare ore di lavoro pagate in modo non adeguato. Si tratta senza dubbio di migliaia di laureati: per rendersene conto è sufficiente osservare il numero dei partecipanti ai (pochi) concorsi pubblici di volta in volta effettuati nelle varie parti d'Italia, dove i candidati si avvicinano (e a volte superano) alla quota di 1000 per concorso. Secondo alcuni calcoli, le opportunità di lavoro - a tempo determinato o indeterminato - ogni anno disponibili nel settore pubblico per i tecnici di radiologia ormai non superano i 2-300 posti; poichè la sanità privata offre un numero di opportunità sicuramente ancora inferiore a questa cifra, si può calcolare che almeno metà dei 1200 tecnici laureati ogni anno sia destinata a ingrossare l'insieme dei tecnici in cerca di prima occupazione: tecnici senza esperienza che sono costretti, alla fine, a optare fra le 3 possibilità disponibili per uscire dall'empasse, ovvero:
1)accettare di lavorare gratis - si chiama "frequenza volontaria", e significa offrire la propria opera gratuitamente nella sanità pubblica, in teoria senza avere diritto nemmeno a lavorare, ma solo a "osservare"
2)Partecipare a master, corsi di perfezionamento, lauree specialistiche, di fatto continuando a investire in una formazione spesso di dubbia utilità pratica, e di nessuna utilità per la futura ricerca di lavoro
3)Lanciarsi nella difficoltosa avventura della ricerca del lavoro all'estero: difficoltosa in particolare per i tecnici neolaureati perchè, oltre a una buona o addirittura ottima conoscenza della lingua della nazione scelta, è quasi sempre richiesta una esperienza, a volte anche di 1-2 anni, per poter accedere alle offerte di lavoro che, in ogni caso, anche negli altri paesi sono ormai non molto numerose.
Di fronte a tutte queste considerazioni viene da chiedersi come mai anche negli ultimi anni, compreso l'ultimo, il numero di posti per l'accesso programmato ai corsi di laurea in tecniche di radiologia non sia di fatto, se non minimamente, diminuito. Vedremo cosa accadrà nel 2014/2015, ma per ora è già previsto un flusso di circa 1000-1200 laureati all'anno anche nel prossimo triennio.....e se non ci saranno novità sorprendenti, almeno metà di queste persone è destinata ad andare incontro a una prolungata disoccupazione o a condizioni di lavoro sempre più inaccettabili nel mondo privato ( turni massacranti o remunerazioni minime, e in ogni caso l'imposizione generalizzata della partita iva come unica forma di "assunzione" possibile, come già avvenuto in tanti altri settori, in nome di una presunta autonomia professionale che non esiste nella realtà effettiva del lavoro del tecnico radiologo, tantomeno di quello giovane e con poca o nessuna esperienza). La Federazione almeno negli ultimi anni ha chiesto con crescente insistenza una riduzione dei posti programmati.....ma ottenendo poco, pochissimo, per svariate resistenze da parte degli altri attori coinvolti nella programmazione(ministero, regioni, università). Come andrà a finire quest'anno? Il rischio, se non si riprende il controllo su questi numeri, è di finire per svilire in modo irrecuperabile la dignità di questa figura professionale, provocando una guerra fra poveri che finirà solo per indebolire e dequalificare tutta la categoria....
"...I due poveri negretti stanno al sole per un po': un si fuse come cera e uno solo ne restò. Solo, il povero negretto in un bosco se ne andò: ad un pino s’ impiccò e nessuno ne restò."
Le cose sono infatti cambiate molto, negli ultimissimi anni, a causa di un insieme di fattori. Fino a pochi anni fa, all'incirca quattro o cinque, si poteva con ragione consigliare questo corso di studi a chiunque desiderasse conseguire una buona e stabile occupazione in tempi molto rapidi, generalmente in pochi mesi dopo la laurea e con relativa facilità. Le statistiche parlavano di un tasso di occupazione a un anno dalla laurea superiore al 90%, per i tecnici di radiologia, paragonabile più o meno a quello degli infermieri, e in ogni caso uno dei tassi di occupazione più elevati fra tutte le categorie di laureati.
Fra parentesi, è stato appunto in quel momento che, provenendo da una laurea in filosofia e da anni di lavori precari e poco soddisfacenti, ho deciso di investire le mie residue energie (e i residui risparmi) in questo corso di laurea, senza rendermi conto di come il barometro stesse per volgere al brutto, e assai più rapidamente di quanto chiunque potesse aver previsto.
In breve, si sono sommati negli ultimi anni una serie di fattori negativi: i deficit di molte aziende sanitarie pubbliche, che hanno comportato politiche di tagli sia al personale che agli investimenti in nuovi reparti e apparecchiature; i vari blocchi del turnover, o limitazioni dello stesso, che hanno ridotto ai minimi termini le possibilità di assunzione da parte della pubblica amministrazione; le riforme delle pensioni, che hanno portato a un differimento del pensionamento da parte di molti tecnici anziani; la crescente precarizzazione del mercato del lavoro, e l'estensione di questo fenomeno perfino all'interno della pubblica amministrazione e delle aziende sanitarie, che sempre più spesso ha fatto ricorso ad assunzioni a termine o addirittura a inserire all'interno degli ospedali personale di fatto "dipendente" che però lavora con la partita iva, quindi in regime di formale e non sostanziale autonomia e senza godere di alcune coperture previste invece per il personale realmente dipendente; la crisi economica, in generale, che ha comportato ulteriori tagli alla sanità ma, soprattutto, ha rallentato e quasi fermato l'espansione della sanità privata, che ha finito per assorbire meno tecnici di quanto probabilmente previsto in precedenza.
Tutti questi fenomeni e fattori, in parte potevano essere previsti, in parte meno; il fattore che tuttavia si è rivelato decisivo, nel rendere sempre più difficile la situazione occupazionale dei neolaureati in tecniche di radiologia, è stata la programmazione completamente sbagliata dei posti messi a concorso per l'ammissione al corso di laurea. Una rapida verifica sul sito del Ministero dell'Istruzione, nella sezione relativa alle statistiche dei laureati, permette di conoscere l'andamento del numero dei laureati in questo corso di laurea: essi, da una cifra di 1129 laureati nell'anno solare 2006, sono progressivamente aumentati, fino al 2011, arrivando al numero di 1414, per un totale di circa 10.000 laureati nel corso degli ultimi 8 anni, e di quasi 4000 negli ultimi 3.
In pratica, nel giro di un decennio circa, il numero degli iscritti all'albo professionale dei tecnici di radiologia è aumentato quasi del 50%, avvicinandosi alla cifra di 30.000 iscritti(essendo le cessazioni diminuite molto, mentre le nuove iscrizioni aumentavano drasticamente). Tutto ciò proprio mentre la crescita della spesa sanitaria, sia pubblica che privata, si arrestava e il mercato del lavoro si saturava completamente!
Proprio ieri venivo a conoscenza, tramite Facebook, dell'ennesimo presunto (non è chiaro se si tratti di una iniziativa ufficiale o solo dell'ennesimo annuncio) censimento dei tecnici di radiologia disoccupati. Sembra infatti che una parte della categoria fatichi ancora a prendere coscienza della gravità della situazione; non esistono, del resto, cifre ufficiali o almeno stime adeguate della consistenza del numero dei TSRM disoccupati o costretti a lavorare con contratti precari, saltuari o con sconvenienti partite iva aperte solo per raggranellare ore di lavoro pagate in modo non adeguato. Si tratta senza dubbio di migliaia di laureati: per rendersene conto è sufficiente osservare il numero dei partecipanti ai (pochi) concorsi pubblici di volta in volta effettuati nelle varie parti d'Italia, dove i candidati si avvicinano (e a volte superano) alla quota di 1000 per concorso. Secondo alcuni calcoli, le opportunità di lavoro - a tempo determinato o indeterminato - ogni anno disponibili nel settore pubblico per i tecnici di radiologia ormai non superano i 2-300 posti; poichè la sanità privata offre un numero di opportunità sicuramente ancora inferiore a questa cifra, si può calcolare che almeno metà dei 1200 tecnici laureati ogni anno sia destinata a ingrossare l'insieme dei tecnici in cerca di prima occupazione: tecnici senza esperienza che sono costretti, alla fine, a optare fra le 3 possibilità disponibili per uscire dall'empasse, ovvero:
1)accettare di lavorare gratis - si chiama "frequenza volontaria", e significa offrire la propria opera gratuitamente nella sanità pubblica, in teoria senza avere diritto nemmeno a lavorare, ma solo a "osservare"
2)Partecipare a master, corsi di perfezionamento, lauree specialistiche, di fatto continuando a investire in una formazione spesso di dubbia utilità pratica, e di nessuna utilità per la futura ricerca di lavoro
3)Lanciarsi nella difficoltosa avventura della ricerca del lavoro all'estero: difficoltosa in particolare per i tecnici neolaureati perchè, oltre a una buona o addirittura ottima conoscenza della lingua della nazione scelta, è quasi sempre richiesta una esperienza, a volte anche di 1-2 anni, per poter accedere alle offerte di lavoro che, in ogni caso, anche negli altri paesi sono ormai non molto numerose.
Di fronte a tutte queste considerazioni viene da chiedersi come mai anche negli ultimi anni, compreso l'ultimo, il numero di posti per l'accesso programmato ai corsi di laurea in tecniche di radiologia non sia di fatto, se non minimamente, diminuito. Vedremo cosa accadrà nel 2014/2015, ma per ora è già previsto un flusso di circa 1000-1200 laureati all'anno anche nel prossimo triennio.....e se non ci saranno novità sorprendenti, almeno metà di queste persone è destinata ad andare incontro a una prolungata disoccupazione o a condizioni di lavoro sempre più inaccettabili nel mondo privato ( turni massacranti o remunerazioni minime, e in ogni caso l'imposizione generalizzata della partita iva come unica forma di "assunzione" possibile, come già avvenuto in tanti altri settori, in nome di una presunta autonomia professionale che non esiste nella realtà effettiva del lavoro del tecnico radiologo, tantomeno di quello giovane e con poca o nessuna esperienza). La Federazione almeno negli ultimi anni ha chiesto con crescente insistenza una riduzione dei posti programmati.....ma ottenendo poco, pochissimo, per svariate resistenze da parte degli altri attori coinvolti nella programmazione(ministero, regioni, università). Come andrà a finire quest'anno? Il rischio, se non si riprende il controllo su questi numeri, è di finire per svilire in modo irrecuperabile la dignità di questa figura professionale, provocando una guerra fra poveri che finirà solo per indebolire e dequalificare tutta la categoria....
"...I due poveri negretti stanno al sole per un po': un si fuse come cera e uno solo ne restò. Solo, il povero negretto in un bosco se ne andò: ad un pino s’ impiccò e nessuno ne restò."
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