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giovedì 11 giugno 2015

Se tu fossi un imprenditore, sceglieresti così i tuoi dipendenti? (E ti spiego anche la CESM, in meno di 10 righe e in soli 740 km).

Questa è la breve cronaca di una giornata abbastanza ordinaria di un tecnico di radiologia disoccupato.
Una delle tante giornate in cui un tecnico di radiologia disoccupato, d'ora in avanti per brevità candidato, si proietta, freneticamente, in una città italiana, in genere mediamente o molto lontana dalla sua residenza, per sottoporsi alle liturgie previste per una selezione pubblica (avviso, concorso etc.), per poi altrettanto velocemente tornare a casa, stanco e quantomeno perplesso.

Il candidato, il quale nei giorni precedenti, nonostante l'avanzare ormai pervasivo della torrida estate, ha ripassato una notevole mole di argomenti, per non lasciare nulla d'intentato neppure stavolta, si è accordato - per rispamiare le insostenibili spese dovute a queste trasferte - con altri colleghi, per condividere il viaggio.
Poichè la prova è stata fissata prestissimo, come quasi sempre avviene - non certo per favorire i candidati forestieri - il candidato punta la sveglia alle 3.30, prima dell'alba, e tenta in ogni modo di prendere sonno a un orario che per afa e abitudini risulta essere assolutamente improbo.
Il candidato al trillo molesto si leva di scatto, nonostante tutto, e in meno di mezz'ora è già on the road, alle 4 del mattino, pronto a irrompere nell'oscurità della notte lanciando a 130 km/h il suo fido, argenteo destriero, che poi è in realtà un utilitaria vecchia di 15 anni e millemila chilometri, l'unica auto che il candidato perennemente in cerca di lavoro può permettersi, tuttora.

Bisogna raggiungere, entro pochi minuti, una cittadina lontana 70 km, dove far tappa per unirsi agli altri colleghi, salendo a bordo di una più affidabile e prestante autovettura, più idonea per coprire gli altri 300 km che separano il candidato dal traguardo di giornata.
Oggi il candidato coprirà dunque circa 740 km in auto, nell'arco di 10 ore, prova di concorso inclusa.

L'autostrada è sgombra, la colazione all'autogrill tristerrima, le toilette come sempre putrescenti già alle 7 del mattino, e caldissime (o alternativamente gelide), come sono sempre le toilette degli autogrill.

Con largo anticipo il candidato raggiunge la cittadina sede della selezione, ridente, si dice così, cittadina balneare, di cui il candidato avrà tempo di conoscere bene soltanto le buche che costellano l'asfalto di ogni strada, fra lo svincolo dell'A14 e il luogo della prova.

Il candidato si predispone insieme agli altri nelle due file previste per la registrazione dei partecipanti: oggi c'è una novità, viene richiesta la fotocopia del documento (oltre al documento stesso), chissà per quale oscuro motivo, visto che la fotocopia del documento è stata già allegata dal candidato nella domanda di ammissione, ovvero nel plico di circa 15 pagine inviato via Pec a suo tempo. Il candidato tuttavia, nonostante la levataccia, non ha dimenticato questa ulteriore incombenza burocratica e si allinea nella coda con gli altri, sotto il sole già cocente.

Superato questo step, il candidato si posiziona all'interno del palazzetto dello sport - i presenti sono circa la metà degli ammessi, saranno 156 alla fine, e ormai solo stadi e palazzetti possono ospitare in modo adeguato masse così numerose. I candidati, e anche il nostro candidato, vengono infatti esortati a lasciare liberi almeno 2 posti ai lati del proprio, da ciascuna parte, per assicurare la regolarità: a nessuno tuttavia viene in mente che sarà facile sbirciare la prova del candidato posizionato davanti, trattandosi di una gradinata che dunque offre molte opportunità - a chi volesse sfruttarle - in tal senso.

Finalmente avviene l'estrazione della prova: come ormai il candidato sa bene, infatti, la prova viene estratta fra almeno 3 buste, per assicurare un minimo di casualità nella formulazione delle domande.
Tuttavia la casualità in questo caso è molto limitata: la prova consisterà infatti in sole 2 domande aperte, da svolgere nell'arco di 30 minuti e di 10 righe di spazio per domanda; dunque complessivamente le domande predisposte sono soltanto 6, e formulate in modo molto secco, generico.
Si dà lettura dunque delle domande non estratte, le quali risultano piuttosto ardue e soprattutto troppo ampie, generiche, rispetto ai pochi minuti e al poco spazio concesso per rispondere.
Il candidato ad es. si interroga quasi sconvolto, chiedendosi come sia possibile illustrare le principali proiezioni radiologiche per l'esame della spalla in sole 10 piccole righe di spazio. Anche solo ad elencarle, il candidato conosce almeno 10 proiezioni diverse: una per riga, che senso ha compilare un elenco del genere, però?

Viene infine data lettura della prova sorteggiata. La prima domanda concerne il linfonodo sentinella: ovvero si tratta di descrivere in pochissime righe un esame piuttosto complesso, svolto nell'ambito della medicina nucleare, che permette al chirurgo, mediante l'utilizzo di una apposita sonda, di individuare in sede operatoria il primo linfonodo potenzialmente raggiunto da metastasi tumorali (e dal tracciante radioattivo iniettato in zona peritumorale), in modo da poterlo estrarre e sottoporre a analisi istologica senza intervenire anche su tutti i linfonodi successi (se non necessario).
Il candidato per fortuna ha studiato approfonditamente la medicina nucleare nel suo corso di laurea e ricorda ancora le numerose lezioni tenute dai suoi docenti anche con riguardo a questa metodica.

Al contrario, la seconda domanda provoca lo sgomento del candidato e anche - con suo sollievo - di quasi tutti gli altri candidati presenti.
Il presidente di commissione si limita infatti a pronunciare una sigla.
CESM.
Violando ogni regola (era stato richiesto perfino di togliere le batterie dai cellulari), i candidati iniziano freneticamente a consultarsi fra di loro, sfidando anche la vigilanza peraltro molto distratta e poco numerosa - il candidato infatti nota che nessuno di coloro che parlano viene richiamato, come se la prova non fosse di fatto già iniziata, come in effetti in realtà lo è.
Di fronte al mormorio generale, il presidente della commissione generosamente riformula la domanda in modo più esplicativo:
Contrast-Enhanced Spectral Mammography . 
Come il candidato apprenderà poco più tardi, parlando con svariati colleghi all'uscita, nonchè durante il viaggio di ritorno e poi a casa, confrontandosi con altri candidati sui vari social network, si tratta di una tecnica di studio della mammella molto innovativa, ancora raramente utilizzata (anche perchè richiede software e hardware particolari e protocolli e formazione specifica), introdotta da non più di 2-3 anni solo in pochissimi centri in Italia e nel mondo.
Il candidato (che ha conseguito la laurea col massimo dei voti e ritiene di avere una buona preparazione tecnica, in generale), come tanti altri, si domanda come sia possibile che una domanda così specifica, su un argomento sia pur tecnico, ma estremamente innovativo e particolare, sia presente all'interno di una selezione basata, per giunta, su sole due domande secche.
L'obiettivo della commissione è individuare un candidato onnisciente, o forse un candidato specificamente preparato su determinate tecniche innovative ben precise? 

Un altro candidato, preso dallo sgomento, interroga un commissario a prova già ampiamente iniziata: che tipo di risposta bisogna dare alle domande, chiede, cercando di cogliere qualche suggerimento che a quel punto per alcuni potrebbe essere tardivo.
Il commissario mormora qualche parola, dice che le domande riguardano soprattutto il ruolo del tecnico
Il candidato, che è uno un po' pignolo, e che ha già scritto la risposta alla prima domanda, non si trattiene e interviene: non si possono dare suggerimenti sulle risposte a prova già iniziata. Il candidato si domanda cosa fare, stracciare il foglio e riscrivere la risposta daccapo? Gli permetteranno di farlo? Alla fine decide di lasciar perdere, e affronta la seconda domanda.

Come rispondere, tuttavia, a una domanda di cui non conosceva fino ad oggi praticamente nulla? 

Il candidato spreme, con la forza di una razionalità allenata da anni e anni di prove di concorso, esami universitari e decenni di studio, goccia a goccia da quelle 4 parole in cui si articola la sigla CESM. 
Qualcosa, per fortuna genericamente in modo corretto, riesce a scrivere: si tratta di una tecnica diagnostica, applicata allo studio della mammella, che, utilizzando un normale apparecchio mammografico e le comuni proiezioni della mammografia, ma aggiungendo l'utilizzo del mezzo di contrasto iodato, permette di individuare più precisamente le modificazioni, a livello vascolare, eventualmente indotte dalla presenza di una lesione patologica all'interno del seno. Per fare ciò, si utilizza un doppio set di immagini, realizzate mediante l'utilizzo di due livelli di energia diversi (più precisamente, un set a basso kv e uno ad alto kv) e operando una sottrazione di energia fra le due immagini: ciò che rimane, sostanzialmente soppressa l'immagine di base del tessuto mammario, è la visualizzazione delle aree dove è avvenuto l'enhancement dello iodio.

Il candidato tutto questo non lo sa ancora, lo scoprirà solo più tardi, compulsando freneticamente internet alla ricerca dei pochi articoli, quasi tutti in inglese, che illustrano dettagliatamente questa tecnica innovativa. Tuttavia molte di queste cose riesce, in qualche modo, a immaginarle: lavorando di ragione e di fantasia, non avendo altro a disposizione.
Taluni candidati, forse, nella confusione generale, riescono ad attingere anche ad altre risorse, oltre alla ragione e alla fantasia. Il candidato, per evitare di assistere ulteriormente a queste scene, preferisce allontanarsi anzitempo: a soli 15 minuti dall'inizio della prova, consegna, ci vuole veramente poco alla fine a scrivere 20 righe in tutto. 

Dopo aver atteso i colleghi con i quali condividerà il viaggio di ritorno, finalmente il candidato si allontana dalla sede della prova. Stanchissimo - il ritorno è quasi sempre il momento in cui tutta la delusione, la frustrazione, la pesantezza della condizione del disoccupato viene a galla - fa ritorno a casa 10 ore dopo essere partito, ed esausto si getta sul letto, finalmente dorme. 

Bisognerà pure che qualcuno si chieda - questo pensa il candidato, e lo pensa tante volte, quasi come arrovellandosi la testa intorno a questo pensiero - se una qualunque azienda privata sceglierebbe i suoi lavoratori - in ambiti particolarmente specialistici -  in questi modi. Mettendo 156 persone dentro un palazzetto dello sport a rispondere a due domande aperte, una delle quali ultraspecialistica, in poche righe, in pochi minuti; e assegnando con ampia discrezionalità punti da 0 a 10 a ciascuna risposta, secondo criteri sui quali in sostanza nulla è dato sapere prima.  

Vincerà il migliore, o il migliore sarà colui che ha vinto, pensa alla fine il candidato. 
E torna a dormire. Buona notte, buona notte infinita.