lunedì 17 febbraio 2014

E' ufficiale: se ti iscrivi a tecniche di radiologia ora, per te la disoccupazione è garantita.

E lo stesso vale per chi si è iscritto negli ultimi 3-4 anni.

Non è molto originale, ma ritengo un mio preciso dovere morale dare la massima pubblicità a questa intervista al presidente della Federazione Nazionale che riunisce i tecnici di radiologia. In questa intervista, il presidente Beux dice chiaramente che:

"Stiamo registrando un costante aumento degli inoccupati TSRM (Tecnici sanitari di radiologia medica) in Italia. Ad oggi ne conteggiamo già circa 1.500. Ad essi si aggiungeranno i 4.500 studenti universitari che nel prossimo triennio termineranno il loro percorso di studio". 

In realtà i disoccupati sono già attualmente più di 1500, qualcuno dice anche il doppio o più, senza contare che i tanti precari o persone che lavorano con partita iva, ricevendo compensi modestissimi (nell'ordine di 10 euro all'ora lordi). Quello che però è più inquietante, è che ci sono già altri 4500 nuovi colleghi in dirittura di arrivo: in pratica, in 3 anni si rischia di arrivare a oltre 5000 tecnici ufficialmente disoccupati. 
E' bene ribadire che questo titolo di studio non offre altri sbocchi lavorativi: l'alternativa, per chi non trova lavoro come tecnico di radiologia, semplicemente non esiste (o consiste nello scappare all'estero).

Al di là della mia situazione personale, il senso di questo post è: se siete ancora in tempo, e avete questa tentazione, siete avvisati. Non iscrivetevi a questo corso di laurea oppure sarete destinati a diventare carne da macello. 

5 commenti:

  1. Purtroppo il sistema del numero chiuso garantisce che comunque ci saranno tsrm da sfornare per via delle seconde e terze scelte al test di ammissione. Già quando iniziai io chi ambiva veramente a fare il tsrm era un'infima minoranza.
    S.

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  2. Ah, è chiaro. In ogni caso le domande di iscrizione alle professioni sanitarie saranno sempre enormemente superiori rispetto ai posti disponibili, almeno nei prossimi anni, anche perchè gli altri corsi di laurea, purtroppo, offrono sbocchi occupazionali ancora peggiori, mediamente: la realtà è che in Italia la laurea serve solo ai figli dei padroni, dei ricchi, dei baroni e così via. A chi non ha santi in paradiso ma ha ancora 18, 19, 20 anni, io consiglio di lavorare, foss'anche come mozzo su una nave da crociera o come lavapiatti in un villaggio turistico. Meglio all'estero: così, nell'occasione, si impara una lingua straniera sul serio.
    Se invece uno proprio vuole investire tanti anni nello studio, rimandando l'ingresso nel mondo del lavoro, allora una triennale sanitaria è una delle peggiori scelte possibili, tanto dopo si sarà costretti a continuare con pseudo-tirocini, master, specialistica e anni passati a fare concorsi, studiando. Buttatevi su medicina: 6 anni (più o meno lo stesso tempo, cioè), ma almeno quando vi chiameranno dottori, lo sarete per davvero.

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  3. Ieri sono andato a farmi un giro da un privato dove ho fatto uno stage e fatto due chiacchiere con un collega lavorante a partita iva per una cooperativa che conoscevo. Uno dei suoi colleghi è un mese che non lavora (bravissimo tsrm tra l'altro anche se giovane) e anche a lui hanno diminuito molto le ore. Se andiamo avanti così ci autoestingueremo.
    S.

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  4. E' ovvio che il privato tenderà ad attuare tutte le strategie possibili, per minimizzare i costi massimizzando l'utilizzo (lo sfruttamento) del personale disponibile. Purtroppo saremo noi stessi, per disperazione, a calarci le braghe e tutto il resto, accettando qualunque condizione, anche la più assurda, illegale e disumana, pur di lavorare. Alla fine saranno soprattutto i privati a trarre grandissimi vantaggi, e profitti enormi, dalla crescente massa di disoccupati e precari: del resto, è per questo che in Italia si è voluta creare e alimentare, in generale, una disoccupazione giovanile che non ha pari nei paesi avanzati.

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  5. E poi tocca sentire le pontificazioni di emeriti coglioni figli e nipoti di gente potentissima come elkann e vari politici come monti. I giovani stanno proprio sulle palle al potere è vero. Una volta quando nel '68 facevano casino come adesso che manco si fanno sentire e sarebbero pronti a vendere anche la madre pur di un posticino al mondo per gentile concessione dei soliti noti. Ci hanno distrutto il futuro e ancora pontificano!

    S.

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